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News
22-12-2016

Post-truth: la “Parola dell’anno”

Anche per il 2016, che sta ormai giungendo alle sue battute finali, l’Oxford Dictionary ha decretato la sua “parola dell’anno” per USA e Regno Unito.

 

(Ph. Oxford Dictionary.com)

 

Si tratta di Post-truth, un termine che riassumendo lo status attuale nel quale siamo immersi a livello globale (sia dal punto di vista sociale, sia politico, ma anche economico) si riferisce a “situazioni in cui i fatti oggettivi sono meno influenti degli appelli a emozioni e credenze personali, nel formare l’opinione pubblica” .  L’utilizzo di Post-truth  è inoltre aumentato in maniera esponenziale rispetto all’anno precedente (del 2000% dal 2015). Le motivazioni potrebbero essere ricondotte alle elezioni politiche (Brexit, Trump) che hanno caratterizzato i due Paesi a cui si riferisce l’Oxford Dictionary, in realtà pare che la scelta del termine sia avvenuta  già prima di sapere i risultati delle elezioni americane. 

 


Post-truth” prende in considerazione più aspetti del meccanismo di formazione dell’opinione pubblica che avviene, sempre più frequentemente, senza effettivamente verificare la credibilità delle fonti ufficiali, cui spetta poi il compito di correggere le affermazioni, in ottica appunto di “verità che si rivela in un secondo momento, a cose fatte”.

 


La formazione dell’opinione pubblica, oggi, è un fenomeno che abbraccia più media, dal web alla tv, fino alle chiacchiere da bar, senza dimenticare il ruolo attuale dei social network. In riferimento a quest’ultimo punto basta pensare che oltre il 40% della popolazione si informa tramite Facebook, un dato che meriterebbe un approfondimento a parte. 

 


Secondo i ricercatori del dizionario, il termine “post-truth” è stato usato per la prima volta nel 1992 in un saggio di Steve Tesich (commediografo serbo-americano) per il giornale americano The Nation. In quella particolare occasione, però, era inteso come "dopo che è emersa la verità", mentre oggi sembra assumere un significato differente, come emerso poco sopra.

 


Alla luce degli avvenimenti che stanno caratterizzando la quotidianità a più livelli, “non mi sorprenderei se diventasse una delle parole che caratterizzano il nostro tempo", commenta Casper Grathwohl, presidente dell'Oxford Dictionary.