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La nuova sede JWT in Olanda: pubblicità d'arte.

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Mario Morales Molfino, Coordinatore del blog E001 e Redattore Senior Brandforum.it
m.morales@brandforum.it

Una notizia che potrebbe far piacere a chi pensa che la pubblicità sia finita sotto i colpi della Rete, ma dato che sono le radici a far crescere l’albero della comunicazione, ma il fatto che una delle grandi protagoniste dell’advertising multinazionale si trasformi in museo marca il valore della memoria per aprire al domani. Un importante elemento per inquadrare e colpire il futuro.

 

Il design director Alrik Koudenburg e l’artista-designer RJW Elsinga hanno fatto coppia creativa per disegnare un nuovo stile alla sede olandese di JWT e lo hanno fatto seguendo rigorosamente il concept guida: “Seriously Surprising”. Questa è la linea portante per trasformare la sede dell’agenzia in una sorta di museo in stile pop art, inserendo veri e propri capolavori d’arte moderna in cui design e colore sono preponderanti.

 

Uno spazio di circa 2000 metri quadrati con un interior design quasi completamente tailor made. Un poster gigante di un castello a testa in giù, pixel art con characters in 3D, grafiche coloratissime o in bianco e nero, personaggi di fumetti e cartoons in maxi formato, testi onomatopeici, meeting rooms con vetrate decorate con silhouette di intellettuali olandesi. Non mancano i grandi classici di interior design come la sedia-volto Driade Nemo e i Soft Wood Sofa.

 

L’idea è nata dai CEO di JWT Amsterdam, Ralph Wisburn e Bas Korsten, che hanno voluto completamente riprogettare l’organizzazione dell’agenzia in vista di un imminente trasloco. Hanno voluto abbandonare la struttura tradizionale da studio pubblicitario e costruirne una nuova, ideando 3 dipartimenti: Think, Do e Make.

 

“Think” è lo spazio dell’ispirazione e della creatività libera: qui nascono le idee, le strategie, le pianificazioni. È strutturato come una sorta di giardino in cui si possano far fluire in maniera rilassata i pensieri.

“Do” è come una piccola città, uno spazio in cui tutti si muovono operosi per organizzare le idee e renderle concrete con un team di producers, sia online che print.

“Make” invece è una sorta di factory di produzione digitale, che porta in vita le idee e i concept sviluppati e organizzati nelle fasi precedenti. È lo studio creativo per eccellenza. Lo spazio in cui s’ incontrano designer, videomakers, illustratori e creativi vari. La sede propria del brainstorming.

 

Ogni singolo spazio impone ed espone una forte personalità e trasforma un luogo di lavoro in luogo per creare. Il  che dimostra che la comunicazione, depurata dal supermarketing esasperato e troppo spesso violento, può trasformare quella parte della cultura pop rappresentata dalla pubblicità, in vera e propria arte.

 

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Si segnala che questo articolo di Mario Morales Molfino è stato pubblicato sul blog E001 ( v. link http://e001.it/jwt-lagenzia-si-fa-museo-e-la-pubblicita-diventa-arte) con cui Brandforum ha attivato una partnership in uno scambio di cultura e di valori condivisi.