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Brand Trends 05-12-2017

#MBSummit 2017 – II puntata

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Alessandra Olietti, Redattore Senior di Brandforum.it
alessandra.olietti@brandforum.it

Oltre a contenuti altamente performanti e influencer come nuovi asset del marketing digitale del futuro (cfr. I puntata), all’#MBSummit si è parlato anche di dati e della loro rilevanza in ottica di business.

 


I dati parlano
Quando si fa una campagna da diffondere sul web, oltre ad ascoltare i trend di settore, è sempre fondamentale far parlare i dati attraverso un'analisi specifica e approfondita. In quest'ottica possono risultare utili strumenti analitici, quali Google Search Console per una revisione dei siti web così da allinearli agli algoritmi in continuo cambiamento, ma anche per evitare di incorrere in penalizzazioni e migliorare il posizionamento, nonché per aumentare la qualità del sito.

 

Proprio in relazione a quest’ultimo punto, il marketing si sta muovendo oggi verso l'utilizzo di pratiche SEO che mirano ad avere contenuti altamente performanti, sia lato keyword e tag, ma anche lato back links, per scalare posizioni nel fatidico ranking. Ecco perché durante #MBSummit Barry Adams (Founder Polemic Digital) ha sottolineato quanto sia strategicamente importante analizzare il proprio sito web (SEO audit), facendo emergere quei dati utili per capire come poter migliorare il proprio traffico organico.

 

 

Fare SEO Audit presuppone fare una lista con punti da indagare, dandosi delle priorità: come la velocità di caricamento del nostro sito, ma anche rivedere il proprio URL per l’allineamento con il brand; inoltre è necessario analizzare il contenuto, i link (soprattutto esterni) e i tag, così come il layout della landing page. Una volta completato l'audit, risulta fondamentale condividere internamente i risultati, sia con il proprio team sia con settori aziendali affini per poter risolvere le carenze emerse, in modo coeso.

 

 

Sono stati sottolineati interessanti suggerimenti per redigere un buon report di Audit:

- utilizzare un lessico semplice e comprensibile

- accertarsi di aver compreso il problema e i motivi che hanno portato all'insorgere di un "problema"

- proporre possibili soluzioni in modo chiaro (meglio quindi non usare grafici senza spiegarli!) per risolverlo.

 

Fare marketing, anche attraverso la SEO, implica continuare a migliorarsi nel tempo, seppur solo di una minima percentuale, per restare competitivi sul mercato. Non fare nulla per implementare il proprio sito, ad esempio, in ottica di business significa declino. Come enfatizzato da Sebastiano Zanolli (Speaker motivazionale), occorre sempre avere degli obiettivi nuovi sia a livello personale, sia a livello di business, entrambi positivi per la realtà aziendale. Va da sé che avere dati analizzabili porta a valutare con più accuratezza i margini di intervento.

 


Altrettanto importante è l'analisi del contesto nel quale siamo immersi, per un allineamento con i trend del momento come la centralità del mobile, i siti responsive e AMP pages, ma anche le progressive web app e la visual recognition per migliorare il modo di interfacciarsi con gli utenti.

 

 

È chiaro che queste riflessioni riguardano da vicino anche l’ambito dell'e-commerce, che come sottolineato da Roberto Fumarola (CEO Qapla') deve oggi agire su tre leve: assistenza puntuale al cliente, fidelizzazione nel tempo, e fatturato. Per fare ciò uno degli strumenti che può venire in auto ai brand è l'email marketing, inteso da Paolo Errico (CEO 4Dem) come asset strategico da valorizzare per ottenere risultati difficilmente raggiungibili con altri mezzi.

 

Perché sia un tipo di comunicazione funzionale al business, risulta fondamentale capire quale email mandare in base alla sua finalità: la newsletter viene utilizzata principalmente per informare, la DEM per fare promozione, le comunicazioni transazionali invece sono soprattutto di servizio. E poi ci sono le email dirette e personalizzate, che secondo Errico sono lo strumento principe da utilizzare perché sono smart e focalizzate sull'obiettivo da raggiungere.

 

 

 

Marketing ed emozioni
All’#MBSummit si è sottolineato in più occasioni di quanto sia fondamentale pensare a strategie innovative per coinvolgere il consumatore, sempre più esigente. Per capire quest'ultimo, fare analisi basandosi sugli studi di neuromarketing può essere di fondamentale importanza. Ad esempio, se pensiamo – come suggerito da Ana Iorga (CEO Buyer Brain) a quanto siamo bombardati dalle comunicazioni dei brand, ci rendiamo conto che non sempre processiamo le informazioni che percepiamo, e di conseguenza scegliamo in base a consolidate abitudini.  Per un marchio diventa quindi fondamentale catturare l'attenzione, ma anche dare sicurezza per fidelizzare il target nel tempo.

 

 

In questo panorama le emozioni sono centrali perché condizionano l'approccio verso un brand (ci avvicinano o ci allontanano in base alla percezioni inconsce, ma anche in base alle esperienze che abbiamo avuto con quel marchio), capire le reazioni di un soggetto di fronte ad uno stimolo sensoriale è necessario per attivare strategie che possano coinvolgerlo e allinearsi alle sue esigenze. Ecco quindi la tendenza a creare campagne fortemente targettizzate, non solo su dati socio-demo, ma anche e soprattutto sugli interessi e sui comportamenti degli utenti che diventano personas. Naturalmente la tecnologia viene in soccorso per migliorare la relazione brand-clienti, un esempio è l'incrementato utilizzo di chatbot come interfacce. Punti fondamentali perché siano di reale aiuto agli utenti sono: dare identità ai chatbot, fornire assistenza e informazioni 24/7 tramite chat diretta, utilizzare le analitiche per farli evolvere e dare più nozioni.

 

 

 

Creare preventivi per vendere?
Avendo fatto una panoramica sul business, non possiamo dimenticarci che perché possa esso continuare il suo sviluppo, è necessario attuare strategie di vendita mirate. Per questo motivo, se intendessimo la Customer Experience come un modo in cui i clienti - anche potenziali - entrano in contatto con il brand, non potremmo non considerare il preventivo come un momento cruciale per trasformare un contatto in un cliente effettivo.

 

 

Perché la customer experience sia reale, in quanto brand, secondo Francesca Taddei (Consulente strategico), dobbiamo metterci in ascolto dell’interlocutore ponendo le domande giuste per capire di cosa ha davvero bisogno, instaurare relazioni vere che mettano al centro la persona prima del business. Questo implica che non solo i sales manager, o chi stipula i preventivi, debbano essere in contatto con i clienti, ma anche quei settori aziendali che si occupano del post-vendita per far comprendere la dinamicità e la coesione (strategico-comunicativa) dell’impresa.

 

Conseguenza è che il preventivo, inteso come momento cruciale di conversione da lead a deal, dovrà essere chiaro, non avere troppi tecnicismi, nonché semplificare e contestualizzare l'offerta. Tutto questo nasce da un’analisi dei dati a disposizione per generare fiducia.

 

 


L'#MBSummit è stata un’occasione per presentare i cambiamenti in atto nel mondo del digital marketing, nonché uno spunto per riflettere sull'impatto che hanno sul business. Un importante concetto che ci portiamo a casa è la stretta relazione tra ogni settore aziendale per raggiungere gli obiettivi posti in modo coeso, dove il ruolo svolto dalle persone è altamente strategico anche in un panorama sempre più digital oriented.