Fiat

Fondata a Torino nel 1899, la Fiat (acronimo di “Società anonima Fabbrica Italiana di Automobili – Torino”) può contare su oltre 100 anni di esperienza nella progettazione e produzione di vetture di piccola dimensione, molte delle quali sono diventate icone per intere generazioni e hanno accompagnato i più importanti cambiamenti sociali ed economici del Paese.

 

L'11 luglio 1899 venne firmato l'atto di nascita dell’azienda e, dopo poco tempo, cominciò a produrre la sua prima automobile, la 4 HP. Nel 1902, Giovanni Agnelli diventò Amministratore Delegato, e l’anno successivo la società venne quotata in Borsa. Già nel 1906, la produzione di automobili divenne molto ampia, con una gamma di prodotti che comprendeva i modelli 8, 10, 12, 24, 60, 100 e 130 HP.

 

Nel decennio successivo, durante la Grande Guerra, la produzione non si ferma, anzi, l’azienda diventa sempre più grande e produttiva. Nel 1920, Giovanni Agnelli diventa il presidente della Fiat e, in questo decennio, l’azienda esordisce con molti modelli innovativi. I primi Anni Trenta sono contraddistinti per Fiat da un consolidamento della struttura produttiva e da una forte espansione sui mercati esteri. Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, la Fiat si vede costretta a convertire la sua produzione a fini bellici.

 

Nel 1945, muore il senatore Agnelli e la presidenza viene assunta da Vittorio Valletta. Gli Anni Cinquanta sono caratterizzati da un boom economico e l’industria automobilistica è tra i principali motori di questo intenso sviluppo: i dipendenti dell’azienda hanno ormai superato quota 85mila e la produzione di automobili nel decennio cresce di sei volte. Nel 1956 viene lanciata la Nuova 500, l’auto forse più iconica della società. Gli Anni Sessanta si aprono all’insegna dell’ottimismo: in Italia il miracolo economico continua e la produzione della Fiat aumenta in maniera decisiva, raddoppiano anche il numero di dipendenti.

 

Nel 1966 l’avvocato Giovanni Agnelli, nipote del fondatore, diventa presidente della società. Gli Anni Sessanta si chiudono con diverse contestazioni che coinvolgono anche Fiat ma, nonostante le difficoltà, l’Azienda investe in modo massiccio nel Mezzogiorno, avviando la costruzione di stabilimenti in diverse zone del Paese. Nello stesso periodo, Fiat inizia il processo di decentramento gestionale, che trasformerà l’Azienda in una holding industriale.

 

Alla fine del XX secolo, l’azienda lancia modelli altrettanto iconici, come la Multipla e la Panda. Durante gli anni 2000, la società presenta il restyling della Punto, la nuova Idea, la Bravo e l’auto icona del rilancio: la 500. A metà del 2009, il Gruppo Fiat e Chrysler Group firmano un’alleanza strategica globale e, all’inizio del 2014, la partecipazione del Gruppo Fiat in Chrysler Group sale al 100%, aprendo la strada all’unione delle due società sia dal punto di vista finanziario sia da quello tecnico. Questa fusione dà vita a un’organizzazione multinazionale che opera in più di 140 paesi, con un organico di quasi 236.000 dipendenti.

 


Il logo dell’azienda ha subito molti cambiamenti nel corso degli anni. Il primo marchio del 1899 era costituito da una “pergamena” di ottone montata sul cofano, che prendeva ispirazione dai gusti dell’epoca: vi era inciso a mano il nome dell’azienda e accanto alla lettera “N” c’era uno spazio per il numero di produzione seriale. Nel 1901, il marchio risentiva delle movenze sinuose dello stile liberty, mentre due anni dopo comparve un altro marchio-targhetta con due rami d’olivo stilizzati su un sole levante e l’acronimo Fiat venne rappresentato in maniera evidente. Nel 1908 fece la sua prima apparizione sul radiatore il notissimo marchio ovale, con le scritte e le decorazioni in oro sul fondo blu di Prussia, che resisterà sulle auto Fiat fino agli anni Venti. Dal 1921, infatti, grazie alla partecipazione alle gare sportive, iniziò la serie dei marchi rotondi con la corona d’alloro e il logo fu regolarmente utilizzato su tutte le auto fino al 1932. In quell’anno, fece la sua prima apparizione il marchio Fiat di tipo rettangolare, che divenne celebre con l’uscita della Balilla.

 

Il logo così composto, salvo piccole variazioni nel design delle lettere e nel profilo dei bordi, non mutò per quasi trent’anni. Nel 1968, il marchio fu rinnovato in modo sostanziale, divenendo l’elemento base di tutta l’identità Fiat: fu progettato da Armin Vogt, che decise di utilizzare il rombo, cioè un’unità di misura di tipo architettonico, che mirava a dare un senso di unificazione generale. Il logo si componeva dunque di quattro rombi neri inclinati di 72 gradi e al loro interno vi erano le lettere maiuscole color argento dell’acronimo Fiat, nel carattere Univers. Nel 1972, i quattro rombi divennero blu e le lettere bianche. A partire dal 1981, sul cofano delle auto apparivano 5 linee parallele e oblique, ottenute dall’intersezione dei 4 rombi del marchio.

 

Negli anni Novanta, invece, sulle automobili vennero ridotte le dimensioni delle linee. Nel 1999, tra le molte iniziative studiate per festeggiare il centenario della società, venne riproposto, seppur in maniera aggiornata, lo scudetto rotondo con la corona d’alloro che distingueva le auto Fiat negli anni Venti. Questo restyling ha interessato solamente il marchio posto sul cofano delle nuove auto, ma non il marchio ufficiale dell’azienda. L’anno successivo, infatti, il logo ufficiale ha solamente subito una modernizzazione. Nel 2006, infine, si decise di rinnovare il marchio, prendendo spunto dal celebre scudo che si trovava sul cofano delle autovetture dal 1932 al 1968, caratterizzato dallo sfondo rosso e dai caratteri allungati della scritta. Il tutto venne incastonato in una cornice tonda cromata dall’effetto tridimensionale che evoca un’idea di tecnologia e design italiano, oltre a rendere omaggio al marchio rotondo con alloro degli anni Venti.

 

Qui di seguito, l’evoluzione che ha subito il logo Fiat durante degli anni:

 

 

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Si ringrazia Giorgia Bresciani, studentessa della Facoltà di Scienze Linguistiche dell'Università Cattolica di Milano,  per aver collaborato alla ricerca delle informazioni e alla composizione di questa LOGO TALE

 

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