Gesù testimonial del gioco online: un doppio autogoal.
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Gesù testimonial del gioco online: un doppio autogoal.
28 Settembre 2012

Mario Morales Molfino, Redattore Senior, Brandforum.it
Il mondo del gioco ha bisogno di un bagno di "responsabilità sociale", ma cominciare dal campanile più alto per costruire la casa appare esagerato.

Dissacrare senza ironia é una scommessa persa due volte.

Malgrado il mio cognome (Morales) che potrebbe trarre in inganno, sono tutt'altro che moralista e vorrei fare una valutazione strettamente professionale, evitando di chiamare in causa la fede che ritengo un fatto privato (e non ho titoli sufficienti per trattarne seriamente e credibilmente).

 

Detto questo, penso, per rimanere nella parabola calcistica, che questa campagna rappresenti un clamoroso autogoal.

 

E' vero che il mondo del gioco ha bisogno di un bagno di "responsabilità sociale", ma cominciare dal campanile più alto per costruire la casa mi sembra un tantino temerario e scegliere il figlio del padreterno per testimoniarne il ricordo, leggermente esagerato.

 

 

Devo ammettere, dopo un giro nel sito del player irlandese paddy power  che offre garanzie di trasparenza sufficienti e non ha certamente, in puro stile anglosassone, atteggiamenti e proposte borderline rispetto all'idea di gioco responsabile.

 

Ma Gesù che fa miracoli e contribuisce a punire le scommesse clandestine e "aggiusta" un mondo pieno di contraddizioni é sinceramente fuori dalle righe. Non a caso lo spot é stato ritirato dai principali network televisivi. Capisco anche la necessità di alzare con il paradosso l'asticella dell'attenzione e del ricordo, ma l'unico risultato nei confronti del disattento fruitore televisivo é quello di promuovere il gioco digitale tout court; lasciando un poco di sapore amaro in bocca e lo
si può evincere anche dai nueraosi commenti lasciati dai navigatori Youtube.

 

Il mondo del gioco é nell'occhio del ciclone anche perché è uno dei pochissimi settori dell'economia italiana, insieme al superlusso, che tiene all'ondata di crisi, ingenerando invidie d'ogni genere ed altresì colpito da contraddizioni di Stato, tutte italiane che da una parte promulgano una Legge sulla Ludopatia, riconoscendola come patologia "coperta"dal sitema Sanitario Nazionale e contemporaneamente promuovono il gioco che porta molti miliardi nelle magre e decadenti casse dello Stato.

 

Ma il vero autogoal che infastidisce il telespettatore medio, in maggioranza cristiano e cattolico, è la totale assenza di ironia. Tutto troppo realistico con un taglio filmico tra il fantasy e la rievocazione storico-evangelica, senza ammiccamenti comici (vedi campagne seriali Telecom Italia) che certamente ne avrebbero stemperato l'impatto, strappando un rilassante e rassicurante sorriso.

 

(Link Spot Paddy a mero titolo informativo sul caso: http://www.youtube.com/watch?v=O6b8ludHy14)
 

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