San Carlo Cracco: audacia in cucina e faccia di bronzo in pubblicità
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San Carlo Cracco: audacia in cucina e faccia di bronzo in pubblicità
09 Aprile 2014

Mario Morales Molfino, Coordinatore editoriale di www.blog-up.it e Redattore Senior Brandforum.it
Carlo Cracco, noto chef, diventa testimonial per le patatine San Carlo. Diversi i punti deboli (e gli elementi incoerenti) che emergono da questa operazione comunicativa.

Ce ne vuole di audacia per mettere la faccia in una campagna così. Audacia, ardimento e anche un po' di faccia di bronzo; l'ideale per trafilare la pasta di Gragnano; un po' meno per testimoniare coerenza e onestà intellettuale.

 

Parola di ex chef. Anche se sono passati gli oltre trent'anni anche io ho avuto i miei incontri ravvicinati con una cucina Stefano PO.
Erano i tempi in cui lo chef de partie stava appollaiato sul trespolo, tipo arbitro di tennis; in una mano il coltello e nell'altra il fiasco di Chianti e quando sbagliavi volavano coltelli e insulti al gallo nero. A quei tempi che certamente non rimpiango, gli chef avevano solo la stella da sceriffo e la cucina era un vero e proprio ok korral ma non avevano di certo il tempo e la forza per guardare la televisione; figuriamoci per farla.
I miei amici di passione, allora, erano Veronelli padre, Gertosio il papà del Montblanc, Gianni Gallo; il miglior Dolcetto di Dogliani e incisore sopraffino; Cesare Bardini di Agrimontana, quando era ancora del tutto geen. Uno dei nostri chef preferiti era Cesare Giaccone e i veri artisti come lui che si facevano rispettare nel mondo per la bontà e la bellezza che ti mettevano nel piatto.

 

Con questa piccola premessa, quando ho visto la campagna di Carlo Cracco per le chips firmate da San Carlo mi sono messo a piangere. Dalla rabbia s'intende.

 

Dopo tutti i discorsi sulla cucina come cultura del territorio e sulla passione per il cibo; dopo tutte le omelie di Carlin Petrini sui valori di "TERRANOSTRA" e sulla filosofia SLOWFOOD. Dopo le intelligenti intuizioni di Oscar Farinetti, papà di Eataly e gran maître à penser del made in buon gusto italiano.


Il faccione da gran conquistatore di Carlo Cracco che sponsorizza le patatine e fa pensare a tutto meno che alla buona cucina italiana, passa il segno di ogni sopportazione.

Va bene Bastianic con Buitoni; passi anche  l’insalata in busta di Crippa e il tonno in scatola di Cedroni, ma le patatine scrunch scrunch sponsorizzate, firmate e ricettate da Carlo Cracco segnano un altro punto a favore del meretricio pubblicitario. E questo lo dichiaro, da chef e da pubblicitario.

 

D’altra parte il “San Cracco” dichiara: “La nostra collaborazione va ben oltre l’essere loro testimonial o aver realizzato piccole ricette. E' una vera e propria partnership a tutto campo che prevede nel corso del tempo lo sviluppo di nuovi progetti condivisi e uno studio approfondito su quanto già l’azienda fa” (Fonte Food24 del Sole 24ore).

 

Lui sarà felice per aver fatto abbondante cassa così certo com'è che in Italia si può fare tutto e il contrario di tutto senza pagare alcun pegno. La campagna si sviluppa su tutti i media e non lascia fuori i social. Così “San Paolo Cracco” é promosso ovunque a protettore delle patatine fritte.


Il lancio sarà sostenuto da una campagna pubblicitaria con testimonial lo stesso Cracco (tv – con un nuovo spot -, on line e affissioni) on air da domenica 6 aprile, mentre un pool di blogger (noi non siamo tra questi) è stato coinvolto per stimolare la rete con ricette e idee realizzate con le patatine.


A seguire prenderà il via un concorso su Facebook rivolto ai consumatori, che dovranno a loro volta proporre piatti a base di Rustiche, giudicati e premiati da Cracco. E promozioni in store, giornate dimostrative nelle insegne della grande distribuzione.


Un vero successo si direbbe, seguendo la crozziana filosofia firmata dal Senatore Razzi.

 

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A cura di Giovanni Cafiero, Network di Brandforum.it

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