WOBI: l'importanza dei superminds per il mondo del business
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WOBI: l'importanza dei superminds per il mondo del business
12 Novembre 2019

EVENTI

Il resoconto delle due giornate milanesi del World Business Forum, dove il business sembra ibridarsi con le emozioni, così come con l'essere disruptive e uscire dagli schemi.

Se non siete abbastanza confusi, è perché non siete abbastanza attenti.

 

Il 29 e il 30 ottobre scorsi si è svolta la 16° edizione del World Business Forum presso il centro congressi MICo, a Milano, che rappresenta ormai il grande appuntamento di discussione, formazione e di networking a livello internazionale. Un momento tanto atteso, puntualmente ogni anno, dalla business community. Quest’anno il focus ha coinvolto il concetto di Super Minds, ovvero fare leva sul potere collettivo del talento per avere aziende in crescita, tecnologicamente all’avanguardia e con dipendenti e manager sempre più empowered.

 

(Ph. Wobi)

 

 

Ma cosa significa esattamente essere Super Minds?

Il tema dell’innovazione aziendale deve necessariamente essere riconsiderato nella sua globalità e complessità, a 360 gradi. Oggi alle aziende viene richiesta infatti una nuova organizzazione e una nuova forma mentis (interna ed esterna) secondo l’ottica dell’empowerment che deve coinvolgere proprio tutti: manager, dipendenti e stakeholder. Super Minds ci ricorda come il talento non debba più essere considerato solamente come un connotato individuale, deve invece essere ripensato come vero e proprio paradigma aziendale.

 

 

Questions can change the world

WOBI apre con l’intervento di Hal Gregersen, autore di "Nelle domande c’è la risposta". La via innovativa alle soluzioni nel lavoro e nella vita, che ci insegna fondamentalmente una cosa: possiamo imparare tutti a porci le giuste domande. In fondo come dice Einstein, citato nel testo di Gregersen: se avessi un’ora per risolvere un problema e la mia vita dipendesse dalla soluzione, passerei i primi cinquantadue minuti a definire la domanda appropriata da pormi perché, una volta chiarita la domanda, potrei risolvere il problema in cinque minuti. Una bella sfida, se pensiamo agli stringenti tempi aziendali a cui siamo costantemente sottoposti.

 

 

 

If you want to go up, you disrupt

All’hashtag #disruptyourself tratto dall’omonimo libro, non si può dire di no. Whitney Johnson apre così il suo speech parlando della teoria dell’innovazione aziendale tramite la discontinuità personale.

If you want to be successful in unexpected ways, follow your own disruptive path.

Un’azienda è disruptive quando rompe con il passato attraverso la tecnologia digitale che contribuisce al rinnovamento aziendale in termini di business, nella progettazione creativa di nuovi prodotti o servizi ma anche in termini organizzativi, potenziando le relazioni tra colleghi, manager e consumatori.

Jimmy Wales e Gary Hamel sottolineano al proposito la centralità di ripensare al modo in cui le aziende devono interagire con dipendenti, clienti, distributori e società, e sul passaggio necessario - in questa nostra società postmoderna - dal vantaggio competitivo al vantaggio evolutivo, ovvero come cambiare alla stessa rapidità del cambiamento stesso.

 

E poi ancora sono stati preziosi gli interventi di Stew Friedman, Mark Webber, Victoria Roos-Olsson e Zoe Chance, che hanno avuto come denominatore comune il tema della leadership e delle sue caratteristiche vincenti, ovvero "essere reali, agire con autenticità, essere integri ed essere innovativi, agendo con creatività".

 

(Ph. Sara Colasanto)

 

E' spettato a Simon Sinek chiudere quest'anno WOBI 2019, con la sua innata capacità comunicativa ed empatica che gli permette di entrare in stretto contatto con le persone. Autore di "Start with Why" e del suo ultimo libro "The Infinite Game", ispira e aiuta gli altri ad ispirare a loro volta. Sinek crede infatti fortemente che una grande leadership trascenda l’autorità: "i giocatori vanno e vengono, le regole cambiano e non esiste un endpoint definito. Puoi scegliere però come “giocare”, per restare un passo avanti rispetto ai competitor".

 

Business ed emozioni

Dopo tutti questi input teorici e metodologici, parlare di emozioni sembra stonare. Solo se non avete mai sentito parlare Susan David, autrice del libro "Agilità emotiva: non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro".

Sembra tutto bellissimo ma è davvero concretamente realizzabile in termini di efficacia ed efficienza aziendale, e soprattutto in termini di business? Ebbene sì. Basta volerlo. E anche lavorarci sopra con grinta.

 

(Ph. Sara Colasanto)

 

Le persone emotivamente agili sono persone dinamiche. Mostrano flessibilità in relazione a un mondo, come il nostro, caratterizzato da una rapida evoluzione e da una notevole complessità. Sono in grado di sopportare alti livelli di stress e di tollerare le battaglie di arresto, pur continuando a impegnarsi, rimanendo aperte e ricettive. Anziché lasciare che sentimenti come rabbia o tristezza le facciano “deragliare”. Le persone emotivamente agili affrontano questi sentimenti con curiosità, comprensione e accettazione.

 

La filosofia prevalente nel mondo del business odierno è che le emozioni e i pensieri scomodi restino fuori dall’ufficio e che i dipendenti, in particolare quelli che ricoprono alte cariche dirigenziali o compiti di responsabilità elevata, debbano essere sempre imperturbabili e sempre, sempre ottimisti per trasmettere al team fiducia. Ma l’ufficio è in realtà un palcoscenico sul quale si manifestano tutti i problemi emotivi, sia che ne siamo consapevoli sia che non lo siamo. Una buona soluzione, ci dice Susan David, è quella di uscire dalle trappole (in ambito professionale!) che riguardano ciò che crediamo di essere: vecchie storie del nostro passato che riemergono e che possono farci rimanere intrappolati nei momenti critici, come quando ci sentiamo costretti a farci carico di più oneri professionali o dobbiamo lavorare più velocemente, oppure quando dobbiamo negoziare con clienti o colleghi o ci sentiamo poco apprezzati sul lavoro.

Per migliorare nell’ambito delle nostre carriere, dobbiamo aggiornare queste narrazioni, proprio come aggiorniamo i nostri curricula.

 

 

Riferimenti bibliografici

https://www.wobi.com/wbf-milano/

David Susan, Agilità emotiva. Non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro, Giunti, 2018

Gregersen Hal, Nelle domande c’è la risposta. La via innovativa alle soluzioni nel lavoro e nella vita, Feltrinelli, 2019

Johnson Whitney, Disrupt yourself: putting the power of disruptive innovation to work, Routledge, 2015

Johnson Whitney, Build an A-Team, Harvard Business Review Press, 2018

Sinek Simon, The Infinite Game, Portfolio, 2019

A cura di

Sara Colasanto

Consulente in formazione e comunicazione.Laureata in Politiche di Welfare e in Servizio Sociale. Esperta in metodologia relazionale e lavoro di rete.

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